Il Tempo della Natura, la Natura del Tempo

Ci stiamo separando sempre di più dai tempi naturali, dal nostro fluire interiore. Invece che seguire il ritmo del nostro corpo, ci troviamo, volente o nolente, a seguire un ticchettio meccanico, che ci costringe in limiti angusti, in cui ci sembra sempre di non “starci dentro”. Per questo ho pensato a un lavoro di gruppo scandito dalle stagioni, in corrispondenza a Solstizi ed Equinozi, che riprenda le caratteristiche di questi momenti e la loro simbologia, nonché la loro analogia con le 4 fasi del processo alchemico.

Il primo capitolo di questo viaggio, dedicato all’Inverno, sarà sabato 21 dicembre.

Qui tutte le info e il link per iscriversi:

Il tempo della natura, la natura del tempo. Un gruppo per sincronizzare il nostro orologio alla natura

E qui l’evento FB: facebook.com/events/447784985930903/

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Due alberi

“Noi esseri umani siamo come gli alberi, radicati al suolo con un’estremità, protesi verso il cielo con l’altra, e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene”

Alexander Lowen

Passeggiando in un bosco mi sono imbattuto in questo albero. albero 1Spiccava verde nella spoglia vegetazione invernale. Avvicinandomi, tuttavia, mi sono reso conto che la realtà non era ciò che sembrava: a esser verde era una specie di rampicante, mentre l’albero vero e proprio era secco.

A volte uno psico fa lo psico anche fuori posto (questo anche perché, specialmente quando parliamo di psicologia del profondo, non si fa lo psicoterapeuta, lo si è), quindi questa visione mi è sembrata una metafora e mi ha portato a questi pensieri.

Quel rampicante è come un’immagine di noi artificiale, qualcosa che vogliamo mostrare a tutti i costi. Un’immagine bella e rigogliosa, anche se fuori e pieno inverno e il bosco è secco, con le foglie cadute a terra. Anche se pure le nostre foglie sono cadute e pure noi siamo secchi. Questo può succedere in numerose occasioni, anche quando semplicemente “facciamo buon viso a cattivo gioco”. Ma può diventare un’insidia: il rampicante è un parassita, e può arrivare a soffocare ciò che siamo realmente (il nostro vero Sè, si dice in psicologia). A volte possiamo identificarci troppo con l’immagine che diamo di noi, la nostra maschera (o Persona nella definizione di Jung). Per questo Lowen, il creatore dell’analisi bioenergetica, quando parla di narcisismo, parla di “identità negata”: sacrifichiamo il nostro vero Sè a un’immagine, e questo è tanto più frequente in una società come quella attuale che tanta importanza dà all’apparire e all’immagine.

Anche in questo sta l’importanza della psicoterapia: ci offre uno spazio protetto in cui possiamo provare a mostrarci come veramente siamo, senza sentirci costretti a dare una parvenza di efficienza o di falsa felicità, in tutta la nostra fragilità. E in questo sta la nostra forza e una possibile rivolta contro la dittatura dell’immagine!

Il rapporto fra albero e rampicante era una metafora. Il simbolo, invece, è un tipo di figura retorica meno lineare, è un’analogia più subliminale, senza quel “è come” che spiega tutto. Ve la offro quindi così, lasciando a ognuno la possibilità di assimilarla come vuole.

Esiste un albero (ce ne sono esemplari bellissimi a Palermo), il Ficus Magnolioide, che, nella sua crescita, lascia crescere verso terra delle specie di liane, sono delle radici aeree. Quando queste toccano il suolo, mettono radice e diventano tronchi supplementari, permettendo al Ficus di crescere ulteriormente, sostenendo il peso dei grandi rami.

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(Questo articolo è uscito per il Divenire Magazine, qui)

Il sugo & il senso

Ripubblico qui, unendoli, due articoli che ho scritto per il Divenire Magazine (che si trovano qui e qui). Buona lettura!

Il sugo

“Uno che non suona è senza sugo”.

Così diceva un padre al figlio per indirizzarlo verso la musica. In quel caso si trattava di una passione comune, ma al suonare potremmo sostituire una gran quantità di cose: il ballo, la musica, l’arte in generale.

Ma cos’è questo sugo? Cosa rende la nostra vita saporita?

È ciò che ci rende vivi, ciò che ci fa vibrare visceralmente, fino al midollo, come si dice. È quella vitalità che hanno i bambini quando vedono degli amici che giocano al parco, e letteralmente non stanno nella pelle, saltano dalla gioia!

È ciò che ci dà piacere e ciò che ci rende creativi: per Alexander Lowen, il creatore dell’analisi bioenergetica, piacere e creatività sono indissolubilmente legati.

Credo che ognuno possa trovare il proprio sugo preferito, anzi, sono convinto che ognuno di noi ne abbia il diritto! Tuttavia capita che questo diritto venga negato, a volte da noi stessi. Proprio in questo punto, spesso, avviene il lavoro psicoterapeutico: nel risvegliare il bambino naturale in noi, nel ritrovare la gioia e nel riaprirsi al piacere.

Questo, nel lavoro bioenergetico, avviene anche attraverso lo scioglimento di quelle tensioni muscolari che hanno un’origine emotiva e che creano una vera e propria gabbia in cui siamo prigionieri senza rendercene conto. A volte, questa gabbia può essere d’oro, o avere la forma di una corazza che abbiamo indossato, nostro malgrado, per difenderci. Ma, ahinoi, quanto pesa ora!

Nella psicoterapia si impara a spogliarci di questa armatura, a sciogliere la gabbia, a liberarci e a recuperare la nostra vitalità.

Non si tratta di una lotta, ma di una resa al proprio corpo: la via alla gioia.

L’alternativa, spesso, è una pasta in bianco.

Il senso

A volte penso se tutto questo ha un senso…

In che senso?

Nel senso, questo: la vita. La vita ha un senso?

Dicevo, in che senso “penso”?

Nel senso che ci penso, spesso, al senso.

Ah. Davvero?

Certo!

Ma non ha senso…

Cosa? La vita? Vivere?

Ma no, pensare al senso.

In che senso?

Nel senso che se ci pensi, non arrivi al senso della vita, al massimo al suo penso. Quindi: la vita ha un penso?

Che peso…

Esatto! Pensare significa, alla lettera, pesare. Sicuramente la vita ha un peso, direttamente legato alla sua gravità.

Ma il senso…

Il senso non lo pensi, lo senti. Comprendi?

Non penso…

Bene, la strada è quella giusta. E, a proposito di strada, come dovrebbe essere la vita: a senso unico? Alternato? O ci vedi un doppio senso, magari spiritoso, magari pungente?

Aspetta… mi sono perso…

Ottimo, immagina di essere in un territorio sconosciuto (la vita?), perso. Il pensiero, la testa, può darti la mappa, ma il sentire, il cuore, quello è la bussola, e ti dà il senso, la direzione.

Ok, ma non mi hai risposto…

Perché non c’è una risposta. Qual è il senso della vita? La sua direzione, la sua via: il movimento, crescere, divenire.

Cosa succede in psicoterapia?

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Spesso chi non si occupa di psiche fa fatica a immaginare cosa succede in psicoterapia: l’immaginario collettivo è ricco di lettini freudiani e situazioni da Woody Allen (e molti hanno visto In treatment), ma il mondo delle psicoterapie è così vario e ancora sconosciuto che è facile fare confusione. Per fare un po’ di chiarezza arriva un ottimo libro di Costanza Jesurum (Dentro e fuori la stanza. Cosa accade a chi fa psicoterapia oggi – Minimum Fax, 2017), autrice anche del blog beizauberei.

Riporto di seguito una citazione della parte centrale del libro, dedicata a cosa succede in terapia e a come e quando scegliere di iniziare un percorso psicoterapeutico:

“il benessere psichico non equivale a essere costantemente felici, quanto, in un certo senso, a essere il più liberi possibile […] perché la psicopatologia è quella cosa che interviene quando non operiamo [delle] scelte per una valutazione realistica dei vantaggi o delle conseguenze, né per una genuina adesione o a una norma etica condivisa, ma perché siamo obbligati da una sorta di maligno suggerimento interno. Per capire questo è utile soffermarsi sull’epistemologia del sintomo psichico. Il sintomo è un comportamento che si ripropone e che ha il pregio di denunciare uno stato globale di malessere, viene alla luce per dire alla persona che c’è un problema da risolvere. […]
Il sintomo è in generale tanto più invalidante e problematico quanto più rappresenta la risposta che la psiche usa per reagire a una sfida emotiva, o a passaggi evolutivi che per esempio non è in grado di sostenere. Sintomi gravi e potenti […] si prendono tutti i campi della vita e fanno si che ci si occupi solo di loro stessi […]. Sintomi di medio raggio magari non impediscono del tutto una vita piacevole, ma limitano di fatto il campo di azione e di esperienza – storie emotive che impediscono le relazioni, vicende psichiche che portano a comportarsi sul lavoro in una maniera tale che poi non vi è mai alcuna promozione. Dunque la psicoterapia è quella cosa che serve ad allargare il campo d’azione che il sintomo psichico restringe. Non ci consegnerà alla tragedia, non ci consegnerà al paradiso, ma ci farà stare al mondo con più cose.”

Questo mi riporta alla mia esperienza di psicoterapia e a come il lavoro su di me e con il corpo mi abbia aperto molte porte. Lowen, creatore dell’analisi bioenergetica, diceva che se tutti sappiamo che se non respiriamo moriamo, difficilmente riconosciamo che se respiriamo meno, viviamo meno. In questo senso riconosco che l’analisi bioenergetica mi ha salvato la vita: senza non sarei morto, ma sicuramente sarei meno vivo!

Prossimi appuntamenti e progetti per il futuro

Martedì 6 marzo (19.30 – 20.45) si concluderà un ciclo di esercizi bioenergetici presso Yoga Bergamo: una buona occasione per chi non ha mai provato la bioenergetica per fare una prova gratuita prima dell’inizio del nuovo ciclo, che sarà il martedì successivo.

Mercoledì 7 marzo (20.30): ultimo degli incontri al Centro Culturale di Brusaporto. Si parlerà di dipendenze, vecchie e nuove.

Giovedì 15 marzo: Psicoaperitivo al Macondo. Il tema di questa serata sarà il sogno: semplice “salvaschermo” del cervello o messaggio dal profondo?

Il sogno sarà anche protagonista di un laboratorio di 3 ore presso il Centro Divenire, a presto i dettagli!

Appuntamenti

Questa sera inizia il ciclo di incontri presso il Centro Culturale di Brusaporto.

Ecco di seguito un calendario dei prossimi eventi da me condotti:

  • dal 23 gennaio tutti i martedì 19.30 -20.45 ciclo di classi di esercizi bioenergetici @ Yoga Bergamo
  • 25 gennaio 20.00: Psicoaperitivo: Il corpo (non mente) @ Blah blah – Torino
  • 31 gennaio 20.30 – 22.30 Incontro: Stress, ansia e panico @ Centro Culturale – Brusaporto
  • 3 febbraio 10.00 – 17.00 L’Inizio: Laboratorio esperienziale psicocorporeo @ zhi – Seriate
  • 16 febbraio 20.30 – 22.30 Presentazione gratuita di un percorso di pratica bioenergetica @ Jera – Bonate Sotto
  • 21 febbraio 20.30 – 22.30 Incontro: La depressione e il corpo @ Centro Culturale – Brusaporto
  • 27 febbraio 21.00 – 23.00 Incontro: Bioenergetica e… @ Istituto Kuan – Milano
  • 7 marzo 20.30 -22.30 Incontro: Dipendenze vecchie e nuove @ Centro Culturale – Brusaporto

…e altri ancora da definire!

A presto, per info e varie contattatemi: 333 5458705 – claudioagosti@yahoo.it

Claudio

Sentirsi bene: il benessere di corpo e mente

4 incontri per conoscersi nell’unità di corpo e mente

Nel corso dei prossimi mesi terrò 4 incontri gratuiti presso il Centro Culturale di Brusaporto, in provincia di Bergamo. Punto focale degli incontri sarà il rapporto fra corpo e mente, considerati separati nella nostra società, ma in realtà parte di un’unità funzionale.

Nell’ottica psicocorporea corpo e mente non sono separati, pertanto ciò che succede nella dimensione corporea si riflette in quella mentale, e viceversa. Nella filosofia ermetica, allo stesso modo, si dice: “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa.”

Nello specifico, i 4 incontri si rivolgeranno a un argomento in particolare: il rapporto fra corpo e mente (17 gennaio); le problematiche legate all’ansia (31 gennaio); la depressione e il suo rapporto con il corpo (21 febbraio); le dipendenze, dall’abuso di sostanze al rapporto con i social network (7 marzo). Tutti gli incontri, gratuiti, si terranno al Centro Culturale di Brusaporto, alle 20.30 e comprenderanno anche una parte di esperienza corporea.conferenze brusaporto A5Scarica la locandina